C’è chi ha messo le mani sul firmware 2.0 dell’iPhone, c’è chi invece propone una versione riveduta e corretta di Flash per il melafonino e chi fa marcia indietro dopo aver tagliato il prezzo di iPod Touch (s)vendendolo a 199 euro. Tra il marasma generale mamma Apple aggiorna il suo OS tappando le consuete falle di fine stagione e aggiusta il tiro con Safari che si porta alla versione 3.1. C’è chi rende felici i gamers portando il proprio gioco di punta, Enemy Territory: Quake Wars su Mac e c’è ancora chi ci fa volare tra le nuvole con questo splendido Screen Saver ispirato al Barone Rosso. Alla fine c’è sempre qualcuno che se la gode! Chi? Loro due, ovviamente!
Durante gli anni Sessanta anche la tecnologia ha subito il fascino della rivoluzione e dell’innovazione, soprattutto per quanto riguarda il design, e Braun, la nota casa produttrice di elettrodomestici, è sempre stata all’avanguardia nella realizzazione di oggetti di culto oltre che utili nella vita di tutti i giorni. Qualcuno di voi si starà chiedendo, a questo punto, cosa c’entrano gli elettrodomestici con Apple. Il nesso, in realtà, riguarda Dieter Rams, il designer che ha contribuito al successo di Braun durante i mitici anni Sessanta, oggi industriale tedesco di 78 anni. Dieter Rams è, infatti, tanto bravo nel design da aver dato forma a elettrodomestici che hanno segnato un’epoca, e proprio i suoi prodotti di quarant’anni fa hanno fortemente ispirato la stessa Apple influenzando l’opera del designer britannico Jonathan Ive, attuale progettista della Mela. Se quanto ho appena scritto potrebbe farvi gridare all’eresia, guardate con i vostri occhi, sulle pagine di Gizmodo, come gli elettrodomestici Braun sono stati chiaramente la musa ispiratrice per tanti gioielli tecnologici come l’iPod e l’iMac.
Per i più pigri, per chi non ha tempo, per chi vuole tutto e subito, per chi ama le cose facili, per chi odia le attese, per chi ha un computer lento, ma conosce abbastanza l’inglese, ecco, in sessanta secondi netti, i punti salienti del Keynote 2008 di Steve Jobs. Guardare (e ascoltare) per credere!
Stregoni, guru, veggenti o meri sfegatati della Grande Mela, riunitevi tutti: in attesa del grande evento del Keynote e delle tante novità che ogni anno Steve Jobs e C sfornano dal cilindro magico, è giunto il momento di mettere in mostra le vostre arti divinatorie! Come? Ebbene, girovagando in Rete a caccia di prelibate e gustose Mele D.O.C. abbiamo scovato un sito sul quale campeggia la dicitura: “Bureau of Communication“. Con un rapido sguardo al documento riportato in finta filigrana con tanto di riproduzione del volto del nostro/vostro beniamino della tecnologia, sua eminenza (inchino prego!) Steve Jobs, e ci rendiamo conto sin da subito che la pergamena, accuratamente compilata, consente a tutti i sedicenti maghi e operatori dell’occulto di partecipare a un divertente concorso a premi. Il vincitore, ovvero colui che indovinerà quale delle tante geniali produzioni di casa Apple vedranno la luce il prossimo 15 gennaio al MacWorld Expo, porterà a casa una T-shirt a tema offerta dal simpatico sito Insanely Great Tees. Anche noi, dall’alto delle nostre conoscenze mediatico/magiche ci siamo cimentati nella predizione. E voi, che aspettate?
Ormai non si contano più i nuovi brevetti che Mamma Apple sta registrando: è dell’ultima ora, infatti, la notizia di un nuovo brevetto che a prima vista potrebbe sembrare anche piuttosto bizzarro. Il progetto prevede la realizzazione di un iMac, o meglio di un sistema simil-iMac dotato di un ingresso laterale piuttosto ampio e sottile in grado di consentire l’alloggiamento ‘a innesto’ di un MacBook.
Possibile che lo zio Steve non abbia pensato a creare un energy drink apposito per gli adepti del Tempio della Mela? Ovviamente sarebbe unico, elitario quanto basta, euforizzante ed energizzante. Il nome? Ovviamente ‘iDrink‘, ottenuto per fermentazione di… indovinate… mele!
Come dite? Esiste già e si chiama ’sidro’? Ma quello di Apple (applauso, prego, per il calembour) è moooolto meglio:
- ha un’interfaccia più ergonomica (la lattina ha gli incavi per le dita - a forma di morso nella mela)
- ha le icone colorate (il logo è quello vintage a bande colorate)
- è multitasking (la particolare posizione del foro per bere ti consente di attingere parallelamente da una lattina di iDrink ‘dry’ e una di ’sweet’ - o ‘iSweet’)
- non crasha mai (la specifica banda elastica impedisce che ti cada di mano)
- è bellissimo, con la sua elegante lattina in pearl white (anche se pare che si graffi facilmente)
- costa il doppio del sidro commerciale, ma è molto più cool
- se mai ti dovesse capitare una lattina bacata, basta rimandarla a Cupertino e pagando solo i due terzi del prezzo iniziale te ne manderanno una in sostituzione
- dura meno (la lattina è più piccola), ma disseta come e meglio del sidro tradizionale, grazie alla sapiente selezione di mele coltivate nel ranch di Jobs. Inoltre, in questo modo corri meno rischi con l’etilometro!
- può essere abbinato a una serie di accessori uber-cool che ne renderanno la fruizione ancora più appassionante:
Come tutti gli accessori di moda, l’iPod è diventato un oggetto del desiderio, purtroppo anche dei ladri. Come fare allora per proteggere in nostro gioiello dalle mire dei malintenzionati?
Qualcuno ci ha pensato su e, alla fine, ha escogitato una soluzione geniale: per non farci rubare l’iPod, basta renderlo indesiderabile! E cosa c’è di meno desiderabile di uno Zune, il “concorrente” di Microsoft (le cui vendite sono andate decisamente al di sotto delle aspettative di Redmond), specie se (ugh!) offerto in uno splendido marrone stile humus di sottobosco?
Se la guida completa pubblicata solo poche settimane dopo l’arrivo di iPod Touch vi ha lasciati interdetti per il numero esagerato di operazioni da compiere, apprezzerete senz’altro questo nuovo rimedio contro il blocco imposto (ancora per poco) da “Mamma Apple”.
Se vi sembra assurdo pensare di “dare un taglio” alla vostra virilità in cambio di un lucente, fiammante, rutilante, fa-anche-il-caffè-ante iPhone, sappiate che c’è chi è abbastanza fanatico di tutto quanto sia ornato dalla famosa (famigerata?) “i” minuscola, da arrivare anche a una soluzione tanto estrema. Un tal Sean Johnson, infatti, ha pensato bene di acquistare di soppiatto la nuova creatura di Steve “serial marketer (TM)” Jobs, nonostante il budget familiare non lo consentisse e la consorte avesse pertanto negato il consenso. Immediata la reazione della signora Johnson, che ha intimato al marito di riportarlo indietro e farsi rimborsare. Dopo un paio di giorni di musi lunghi stile cane bastonato da parte del marito, tuttavia, la signora si è mossa a compassione e ha offerto all’intrepido Sean la possibilità di tenersi l’iCellulare, se in cambio lui avesse ripreso in considerazione l’ipotesi, evidentemente già discussa in precedenza, di sottoporsi all’intervento di vasectomia. Inutile dire come sia finita, vero?
Quanto è grande (o piccolo) l’iPhone di Apple? Chiedetelo al blogger di L-RS.org e vi mostrerà come la nuova immagine utilizzata per la pubblicità ufficiale dia l’impressione che Apple possa aver ingaggiato un ‘modello’ dalle mani più grandi per far apparire più piccolo l’iPhone. Del resto, il confronto fra la vecchia pubblicità e la nuova lascia piuttosto perplessi, come potete verificare voi stessi caricando l’immagine qui a sinistra. Un’altra furbata di Jobs, quindi?